Caterina di Svezia, una santità sulle orme della madre

La Nuova bussola quotidiana 24 Marzo 2026

Dopo la morte del marito, con il quale aveva fatto voto di verginità, si dedicò ancora di più alla contemplazione. Per il Giubileo del 1350 era a Roma, come la madre, santa Brigida, con la quale condivise diversi carismi.

Antonio Tarallo

Un corteo funebre, imponente, ma sobrio. Sembra quasi che si possa ascoltare quel silenzio che domina l’intera scena: una donna, santa Brigida di Svezia, ha gli occhi chiusi, il suo corpo è disposto su una sorta di lettiga. Davanti a lei, un’altra donna, sua figlia, anche lei santa, Caterina di Svezia, di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Si tratta di un corteo funebre: dalla piccola chiesa di San Lorenzo in Panisperna, a Roma, la figlia accompagna la madre. Il corpo di Brigida doveva essere riportato a Vadstena, lì dove tutto era cominciato. Questo quadro è raffigurato nelle stanze che ospitarono le due donne a Roma, vicino a Piazza Farnese, la sede dell’Ordine del SS. Salvatore, l’istituto religioso fondato dalla stessa santa Brigida.

Caterina nacque intorno al 1331, quarta di ben otto figli. Anche lei, bellissima come la madre, sposò a circa tredici anni un giovane cavaliere, Edgar von Kyren. L’inizio di questa storia ha tutta l’aria di quei poemi cavallereschi del 1300: un poema che vede però protagonista un “particolare” Re, il Re dei re, Cristo. Perché proprio a Lui i due giovani sposi decisero di offrire la propria vita, la propria verginità: vissero, infatti, un matrimonio verginale.

L’anno decisivo per la giovane donna fu quello del Giubileo del 1350, quando Roma si preparava ad accogliere i pellegrini di tutto il mondo che venivano a pregare sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Caterina e Brigida vennero a Roma per poter vivere questo importante momento della cristianità. Caterina raggiunse la madre poco dopo. La Città Eterna, in quell’epoca, accoglieva uno dei giubilei più singolari: papa Clemente VI, con la bolla Unigenitus Dei Filius, aveva indetto il secondo giubileo della storia. Il pontefice non si trovava a Roma, bensì ad Avignone. Inoltre, l’Urbe accoglieva i pellegrini dopo aver vissuto un periodo non certamente florido: la peste del 1348 e, l’anno seguente, nel 1349, un terremoto. Questo contesto fa comprendere bene di fronte a quale situazione si trovavano le due donne: povertà e malattia in tutta la città capitolina. E in questo scenario, si muoveranno le due donne. La loro abitazione, un palazzo vicino Piazza Farnese, a due passi dalla famosa Piazza Navona. Qui, cominciarono a far divenire la loro casa una vera e propria chiesa domestica. Caterina, già così incline alla preghiera, dopo la morte del marito, rimasto in Svezia, cominciò a dedicarsi ancor di più alla vita meditativa: orazione già alle prime luci dell’alba, accanto alla madre. E poi, sempre assieme a lei, la visita delle chiese di Roma, oltre ovviamente a quella delle basiliche: un cammino tra le strade (impervie all’epoca) della Città degli apostoli che sembra divenire metafora di un cammino ancora più alto: quello spirituale.

Caterina partì alla volta della Terra Santa, in pellegrinaggio con Brigida e il seguito: era il 25 novembre 1371 quando lasciarono Roma. Nella primavera del 1372 erano ancora a Napoli. Poi le due donne raggiunsero Cipro: qui, i pellegrini diretti in Terra Santa si riposavano qualche giorno, prima di intraprendere nuovamente il lungo viaggio. Solo il 13 maggio, l’arrivo a Gerusalemme. Il primo luogo visitato dalle due donne fu la cappella del Golgota. Qui, la madre Brigida ebbe una visione della Passione di Cristo che raccontò alla figlia. Possiamo solo immaginare l’intensità spirituale che vibrava tra le due: un’intesa che si alimentava man mano, sempre di più. Tre furono le località sante visitate da Caterina e Brigida: Gerusalemme appunto, Betlemme e il Giordano. Un viaggio che rimase scolpito nel loro cuore. Per sempre. E non poteva essere altrimenti, passando per i luoghi che videro Cristo morire in croce, dove si sentì per la prima volta la sua voce espressa in un vagito e lì dove venne battezzato: le tappe più importanti del cammino terreno del Salvatore.

Come si è potuto ben comprendere, la biografia di Caterina è legata inevitabilmente a quella della madre, Brigida: una vita parallela e congiunta, espressione di un’unione profonda. Un legame che si perpetuò anche dopo la morte di quest’ultima, avvenuta a Roma il 23 luglio 1373. Dopo aver accompagnato la salma della madre nella natia Vadstena, Caterina rimase nel monastero della stessa città, e nel 1380 venne eletta badessa. Una sorta di “passaggio di testimone”. Ritornò poi a Roma per seguire personalmente l’iter del processo di canonizzazione che si concluse nel 1391, dieci anni dopo la sua morte che avvenne il 24 marzo 1381. Certamente, dobbiamo a lei la grande diffusione in tutta Europa dell’Ordine fondato dalla madre, perché Caterina negli anni 1375-1380 ne pose le basi giuridiche.

I Poveri del Libano

newsletter Aprile 2026 n. 5

Notiziario di un gruppo di volontari di “Oui pour la vie”, un’associazione di volontariato con sede a Damour in Libano, legalmente riconosciuta impegnata in favore dei più poveri di ogni appartenenza religiosa e provenienza www.ouipourlavielb.com; Facebook: Damiano Puccini

di padre Damiano Puccini

Papa Leone ha parlato del Libano come di una “tragedia di proporzioni enormi” e del rischio di una “voragine irreparabile”. «È davvero preoccupante questo venir meno del diritto internazionale: alla giustizia è subentrata la forza», aggiunge il Cardinal Parolin. E’ stata ordinata l’evacuazione immediata di diversi quartieri di Beirut, oltre che al Sud. Nelle ultime due settimane quasi una persona su cinque in Libano, (circa 850 mila persone), è stata sfollata in preda al panico. I bombardamenti con droni e missile possono colpire ovunque.

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l libro sulla Messa tradizionale che ha interessato il Papa

Corrispondenza Romana n. 1943del 25 marzo 2026

di Giulio Ginnetti

Il 5 marzo 2026, Papa Leone XIV ha concesso un’udienza privata a due autori di un importante studio di un fenomeno che ha attirato crescente attenzione sia mediatica sia accademica: la presenza e la vitalità dei fedeli legati alla liturgia tradizionale in latino: il volumedi Stephen Bullivant e Stephen Cranney,Trads: Latin Mass Catholics in the United States (Tradizionalisti: la messa in latino cattolica  negli Stati Uniti), che sarà pubblicato il prossimo novembre dalla prestigiosa Oxford University Press e che il Papa ha probabilmente avuto il privilegio di leggere in anteprima.

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I Martiri Cattolici di Tyburn

Radio Roma Libera, 2 marzo 2026

Nel luogo dove sotto Elisabetta I furono impiccati e squartati oltre cento cattolici, come John Felton e John Storey, oggi c’è l’adorazione perpetua

Roberto De Mattei

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I film woke fanno flop, Disney taglia i contenuti LGBTQ+

Unione Cristiani Cattolici Razionalisti 19 Marzo 2026

Dopo continue perdite milionarie, Disney abbandona la missione LGBTQ+ e riorienta le scelte narrative dei suoi film.

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Cristiani in Terrasanta, anello debole nella guerra globale

La Nuova Bussola quotidiana16 Marzo 2016

La spirale di violenza in Medio Oriente spinge i cristiani della Palestina all’esilio e all’abbandono della loro terra; in Libano sono emarginati, in Iran perseguitati; in Siria trattati come pedine geopolitiche: la guerra non sta solo ridefinendo i confini geopolitici del Medio Oriente, ma sta ridisegnando anche la sua geografia religiosa. A danno dei cristiani con l’ipocrisia occidentale.

di Nicola Scopelliti

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Perché molte chiese moderne sono così brutte? 4 motivi

Unione Cristiani Cattolici Razionalisti 13 Mar 2026

Le chiese brutte sono un’evidenza frequente: quali sono le ragioni? Perché ci siamo dimenticati della bellezza dell’architettura cristiana? Risponde un esperto.

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Chi non ha tempo per le buone maniere?

Lisander blog 12 Marzo 2026

di David Mazzerelli

(Imprenditore e docente Iusve)

Qualche sera fa, una mia amica mi ha mandato un vocale pieno di ringraziamenti e stupore per la gentilezza che le aveva riservato una persona a me cara, con cui l’avevo messa in contatto per aiutarla in un progetto lavorativo. Anche se la cosa non si era conclusa come sperato, lei era rimasta colpita dal fatto che qualcuno potesse rispondere con celerità, cortesia e in maniera proattiva, offrendo aiuto senza alcun obbligo. Uno stupore che noto sempre più anche nel lavoro e nelle interazioni quotidiane con chiunque incontro. Alcune cose che davamo per scontate, come ad esempio l’educazione, forse non lo sono più così tanto?

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Sei tu a controllare il cellulare o è lui che ti controlla?

Tradizione Famiglia Proprietà newsletter 12 Marzo 2026

di Gary Isbell

Noi ci aggrappiamo alla singolare illusione che la tecnologia sia un mezzo neutrale e passivo, che aspetta soltanto di essere utilizzato. Ci diciamo che possiamo padroneggiarla, scegliendo quando postare, scorrere, cliccare o disconnetterci. Ma queste illusioni ignorano la spietata efficienza dell’economia dell’attenzione, che sfrutta la nostra biologia di base per dominare il nostro interesse.

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La società tradizionale (a cura di Roberto De Mattei)

animalfarm

(da https://archive.org/ network)

[per leggere e scaricare il vol. clic sulla foto]

Una società tradizionale è caratterizzata da pratiche, norme e valori, che vengono tramandati di generazione in generazione, mantenendo stabilità e coesione sociale. In questo tipo di società, le relazioni sociali si basano su legami familiari, comunitari e religiosi, e le gerarchie sono fortemente definite.

Una società tradizionale è caratterizzata da una serie di elementi che la distinguono da altre forme di organizzazione sociale. In questo libro alcuni autori “classici” descrivono le condizioni per una società rettamente ordinata al bene della persona e della comunità