l libro sulla Messa tradizionale che ha interessato il Papa

Corrispondenza Romana n. 1943del 25 marzo 2026

di Giulio Ginnetti

Il 5 marzo 2026, Papa Leone XIV ha concesso un’udienza privata a due autori di un importante studio di un fenomeno che ha attirato crescente attenzione sia mediatica sia accademica: la presenza e la vitalità dei fedeli legati alla liturgia tradizionale in latino: il volumedi Stephen Bullivant e Stephen Cranney,Trads: Latin Mass Catholics in the United States (Tradizionalisti: la messa in latino cattolica  negli Stati Uniti), che sarà pubblicato il prossimo novembre dalla prestigiosa Oxford University Press e che il Papa ha probabilmente avuto il privilegio di leggere in anteprima.

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I Martiri Cattolici di Tyburn

Radio Roma Libera, 2 marzo 2026

Nel luogo dove sotto Elisabetta I furono impiccati e squartati oltre cento cattolici, come John Felton e John Storey, oggi c’è l’adorazione perpetua

Roberto De Mattei

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I film woke fanno flop, Disney taglia i contenuti LGBTQ+

Unione Cristiani Cattolici Razionali 19 Marzo 2026

Dopo continue perdite milionarie, Disney abbandona la missione LGBTQ+ e riorienta le scelte narrative dei suoi film.

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Cristiani in Terrasanta, anello debole nella guerra globale

La Nuova Bussola quotidiana16 Marzo 2016

La spirale di violenza in Medio Oriente spinge i cristiani della Palestina all’esilio e all’abbandono della loro terra; in Libano sono emarginati, in Iran perseguitati; in Siria trattati come pedine geopolitiche: la guerra non sta solo ridefinendo i confini geopolitici del Medio Oriente, ma sta ridisegnando anche la sua geografia religiosa. A danno dei cristiani con l’ipocrisia occidentale.

di Nicola Scopelliti

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Perché molte chiese moderne sono così brutte? 4 motivi

Unione Cristiani Cattolici Razionali 13 Mar 2026

Le chiese brutte sono un’evidenza frequente: quali sono le ragioni? Perché ci siamo dimenticati della bellezza dell’architettura cristiana? Risponde un esperto.

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Chi non ha tempo per le buone maniere?

Lisander blog 12 Marzo 2026

di David Mazzerelli

(Imprenditore e docente Iusve)

Qualche sera fa, una mia amica mi ha mandato un vocale pieno di ringraziamenti e stupore per la gentilezza che le aveva riservato una persona a me cara, con cui l’avevo messa in contatto per aiutarla in un progetto lavorativo. Anche se la cosa non si era conclusa come sperato, lei era rimasta colpita dal fatto che qualcuno potesse rispondere con celerità, cortesia e in maniera proattiva, offrendo aiuto senza alcun obbligo. Uno stupore che noto sempre più anche nel lavoro e nelle interazioni quotidiane con chiunque incontro. Alcune cose che davamo per scontate, come ad esempio l’educazione, forse non lo sono più così tanto?

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Sei tu a controllare il cellulare o è lui che ti controlla?

Tradizione Famiglia Proprietà newsletter 12 Marzo 2026

di Gary Isbell

Noi ci aggrappiamo alla singolare illusione che la tecnologia sia un mezzo neutrale e passivo, che aspetta soltanto di essere utilizzato. Ci diciamo che possiamo padroneggiarla, scegliendo quando postare, scorrere, cliccare o disconnetterci. Ma queste illusioni ignorano la spietata efficienza dell’economia dell’attenzione, che sfrutta la nostra biologia di base per dominare il nostro interesse.

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La società tradizionale (a cura di Roberto De Mattei)

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(da https://archive.org/ network)

[per leggere e scaricare il vol. clic sulla foto]

Una società tradizionale è caratterizzata da pratiche, norme e valori, che vengono tramandati di generazione in generazione, mantenendo stabilità e coesione sociale. In questo tipo di società, le relazioni sociali si basano su legami familiari, comunitari e religiosi, e le gerarchie sono fortemente definite.

Una società tradizionale è caratterizzata da una serie di elementi che la distinguono da altre forme di organizzazione sociale. In questo libro alcuni autori “classici” descrivono le condizioni per una società rettamente ordinata al bene della persona e della comunità

La genuflessione nel XIX secolo (di Jean Joseph Gaume)

animalfarm

(da https://archive.org/

[per leggere e scaricare il vol. clic sulla foto]

Questo libro, benché scritto un secolo e mezzo fa è attualissimo dal momento che basta oggi sostare un po’ in una qualsiasi chiesa per notare come pochissimi si inginocchiano non solo quando entrano nella casa di Dio ma neppure quando Gli passano innanzi, incrociando il tabernacolo.

Purtroppo neppure molti sacerdoti si inginocchiano più e soprattutto fanno inginocchiare, specialmente davanti all’Eucaristia. Ci siamo evidentemente dimenticati che «Nel nome di Gesù, ogni ginocchio deve piegarsi in cielo, sulla terra e all’inferno. (Filippesi 11.10)»

E così smettendo di inginocchiarci davanti a Dio abbiamo finito per cadere in ginocchio adoranti di fronte al demonio, che si nasconde dietro moderni idoli, materiali e immateriali. Proprio come nel XIX secolo

Inginocchiarsi è professione di libertà

La Bussola Mensile Maggio 2024

Andrea Zambrano

Il primo segnale fu la sostituzione dei vecchi banchi con nuove panche sprovviste di inginocchiatoio. Bisognava capirlo fin da subito che l’arredamento liturgico era una spia che qualcosa stava cambiando. E fu così che tante chiese, dopo la riforma liturgica, si adeguarono al nuovo corso: per pregare basta stare in piedi, via con queste anticaglie preconciliari! E fu così che, lentamente, lo stare in ginocchio come atto di adorazione di fronte a Dio è stato sostituito dal più comodo e pratico stare in piedi. “Da risorti”, si tende a dire, perché questo è l’atteggiamento che si deve tenere a Messa: semmai è una comoda scusa.

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