Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuân
sulla Dottrina sociale della Chiesa
Newsletter 3 Settembre 2021

di Stefano Fontana
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Set 09
Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuân
sulla Dottrina sociale della Chiesa
Newsletter 3 Settembre 2021

di Stefano Fontana
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InFormazione Cattolica 3 Settembre 2021
Afghanistan: la “rieducazione” delle donne avanza a grandi passi: chiuse in casa, spedite in Pakistan e costrette alla schiavitù sessuale. Ma la sorprendente velocità con la quale i talebani hanno completato la rioccupazione del paese non ha suscitato molti commenti e reazioni per denunciare la violazione dei diritti e della dignità femminile a seguito dell’isituzione del nuovo “Emirato islamico”
di Giuseppe Brienza
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Centro Studi Rosario Livatino 3 settembre 2021
Il 30 settembre si concluderà la raccolta delle firme per il referendum c.d. sull’eutanasia promosso dall’Associazione Luca Coscioni che, sulla base di quanto riferito dai promotori, avrebbe già raccolto ben 750.000 adesioni. In realtà il quesito referendario punta a legalizzare l’omicidio del consenziente e rappresenta un punto di arrivo allarmante di un percorso iniziato con la legge sulle n. 219/2017 c.d. sulle dat, e proseguito con la sentenza n. 242/19 della Corte costituzionale, rendendo la vita un bene del tutto disponibile.
di Aldo Rocco Vitale
Continua a leggereSet 09
Discorso di sua santità Pio XII ai partecipanti al primo congresso nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (A.c.l.i.)* Sala dello Svizzero, al Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo Domenica, 29 settembre 1946
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Tradizione Famiglia Proprietà Newsletter 23 Agosto 2021
di John Horvat
Uno stile di vita dietetico che va per la maggiore è in parte dieta, in parte eco-attivismo e in parte religione. Si tratta di qualcosa che va oltre il semplice conteggio di calorie o della mania delle solo frutti e noci o del paleo-paradigma dietetico di cacciatori/raccoglitori ecologici del passato.
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Ricognizioni 27 Agosto 2021
di Roberto Pecchioli
“Immaginate che non ci sia nessun paradiso. Se ci provate è facile. Nessun inferno sotto di noi. Sopra di noi solo il cielo, immaginate tutta le gente che vive solo per l’oggi. Immaginate che non ci siano patrie. Non è difficile. Nulla per cui uccidere o morire e anche nessuna religione. Immaginate tutta la gente che vive la vita in pace. Si potrebbe dire che io sia un sognatore ma non sono l’unico. Spero che un giorno vi unirete a noi e il mondo sarà un’unica entità. Immaginate che non ci siano proprietà. Mi domando se si possa: nessuna necessità di cupidigia o brama, una fratellanza di uomini. Immaginate tutta le gente condividere tutto il mondo”.
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La Verità 21 agosto 2021
Oltralpe intervento immediato, qui il nulla. Gli organizzatori dell’evento illegale viterbese confessano: «Ci abbiamo provato in Francia, in Germania e in Belgio ma lì, la polizia interviene». È la riprova che fermare certi fenomeni si può. E che l’Italia è vista come il Paese dei balocchi
di Maurizio Tortorella
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Atlantico 30 Agosto 2021
di Michele Marsonet
Con il sangue ancora ben visibile all’aeroporto di Kabul, è iniziato il solito balletto delle distinzioni. Gli autori del massacro – ci viene detto – non rappresentano affatto il vero islam, che in realtà sarebbe pacifico, illuminato e tollerante. Chi scrive pensa sia giunto il momento di finirla con queste ipocrite finzioni.
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Il Giornale 31 Agosto 2021
Prefetto della Casa Pontificia e segretario personale di Benedetto XVI, interviene sui temi etici sollevati da Berlusconi: “Senza il cristianesimo non esisterebbe la libertà e neppure il liberalismo”
Serena Sartini
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Informazione Cattolica 25 agosto 2021
Grazie allo storico Giuseppe Parlato Università degli studi internazionali di Roma-Unint) sono ripubblicate integralmente le note politiche scritte da Benito mussolini (1883-1945) nei 600 giorni di salò e della Repubblica sociale italiana (1943-1945). in particolare, nella “corrispondenza repubblicana” del duce spiccano i commenti relativi al ruolo giocato dalla plutocrazia nazionale e internazionale nell’ambito dello scontro epocale della seconda guerra mondiale
di Giuseppe Brienza
Appena tornato da Berlino, alla fine del settembre 1943, dopo aver avuto dal dittatore della Germania Adolf Hitler l’incarico di costituire un nuovo governo fascista nell’Italia del centro-nord, Benito Mussolini decise mettere a disposizione del nuovo Stato, ovvero la Repubblica Sociale Italiana (Rsi), anche la sua grande professionalità giornalistica.

Nasceva così “Corrispondenza repubblicana”: una serie di note di agenzia curate in prima persona dal Duce, destinate alla radio e alla stampa ufficiale che Mussolini nella maggioranza dei casi scriveva direttamente, oppure faceva redigere ad alcuni collaboratori del Ministero della Cultura Popolare, sempre sotto il suo diretto controllo.
Le note, che coprono un arco temporale molto significativo (dal 28 settembre 1943 al 22 aprile 1945), presentano testi spesso molto polemici, che riscossero un notevole successo popolare e furono quindi raccolti dapprima in fascicoli e poi in un volume (entrambi rari e quasi introvabili) fino alla fine del 1944. In seguito le note furono incluse nell’Opera omnia di Benito Mussolini, edita nel 1960.

Ora, grazie allo scrupoloso e puntuale lavoro dello storico Giuseppe Parlato, in un volume della collana da lui diretta Presente Storico, sono ripubblicate integralmente in Benito Mussolini. Corrispondenza Repubblicana (Luni Editrice, Milano 2021, pp. 528, € 28). Rispetto alla raccolta del 1960, che ne contava solo 99, il volume riporta tutte le note, ovvero 102, offrendo al lettore un documento storico fondamentale per comprendere Mussolini nella sua ultima esperienza politica.
In particolare, spiccano per la loro lungimiranza e lucidità quei commenti, il cui spunto era offerto a Mussolini dalle intercettazioni delle radio nemiche e dalla stampa badogliana e alleata, relativi al ruolo giocato dalla plutocrazia nazionale e internazionale nello scontro epocale della Seconda guerra mondiale. Il Duce addita l’illusoria e demagogica promessa dei Poteri Forti di allora, finanziari e non, e dei rispettivi interlocutori ed esecutori politici, di regalare «presunte libertà» ai popoli sconfitti.

Lo stile degli scritti di Mussolini è sempre quello del giornalista vivace e caustico, sebbene qui e lì trapelino gli accenni alla solitudine e al senso d’impotenza sofferti da Mussolini come capo politico, ormai rassegnato ad una inevitabile e tragica fine. Nello sfondo, il dramma della nostra Nazione, vissuto in primo luogo dai ceti popolari, al Nord come al Sud oppressi dalla fame, dai bombardamenti e dalle violenze della guerra civile italiana 1943-45.