di Pier Giorgio Liverani
«Non ci consideriamo donne, ma cittadine». Riparleremo tra poco di questa affermazione, fatta nel Women’s Day del marzo scorso, durante un incontro femminista, a Roma, da una «giornalista blogger» araba. Come prima cosa sembra giusto annoverare la traduzione in inglese della Festa delle Donne (l’8 marzo) non solo nell’italianicidio linguistico ormai dilagante, ma anche nello scenario del «femminicidio», anzi, più correttamente del «femmicidio».