La Civiltà Cattolica n.3791
7 giugno 2008
di Giovanni Sale s.j.
In questi ultimi anni, soprattutto dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, il termine. jihad, attraverso l’uso martellante fattone dai media, è entrato a far parte del linguaggio quotidiano e dell’universo immaginario. Per gli occidentali esso è sinonimo di guerra totale, illimitata, senza regole nei più genera paure ancestrali, ricordi di un passato segnato dalla contrapposizione e dalla violenza. Jihad, al pari di altri termini che provengono da un contesto religioso, ha un significato poliedrico, fluttuante, legato alle vicende politico-religiose che ne hanno accompagnato la diffusione.
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