Ma il nostro codice tutela sempre la vita

codice_penaleAvvenire, 18 luglio 2008

 «Il principio di precauzione dovrebbe condurre a ben diverse conclusioni» Impossibile «dire parole definitive sulla coscienza delle persone che si trovano in questo stato» Appello per Eluana di un gruppo di penalisti

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Legge naturale e razionalità

rosa bianca

Studi Cattolici. 567 maggio 2008
Esistono valori superiori al rispetto delle leggi positive. Valori per cui vale certo la pena sacrificare la vita, ma soprattutto valori che la stessa legge positiva dovrebbe veicolare, pena la perdita della sua legittimità.
di Paola Bernardini

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La legge naturale superata? No, dà sostanza ai diritti umani

legge_naturalein Avvenire, editoriale del 4 gennaio 2008

 di Giacomo Samek Lodovici

Nel corso di questo 2008 cade il 60o anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Ben prima del 10 dicembre, giorno in cui venne siglata, questa ricorrenza susciterà dibattiti, convegni e rievocazioni. Ora, è l’esistenza di simili diritti che può giustificare processi come quello di Norimberga (a prescindere dai loro, talvolta, discutibili svolgimenti). Ma qual è il fondamento dei diritti umani?

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L’irresponsabilità dei giudici

giudiciper Rassegna Stampa

Aldo Ciappi

U.G.C.I. di Pisa

Sappiamo bene che in una corretta e ordinata democrazia le sentenze dei giudici, quando sono definitive, si possono criticare ma non disapplicare; ne va della coesione dell’intero sistema e, alla fine, della civile convivenza. Questo principio andrebbe sempre rammentato a tutti, ma soprattutto, per esempio, agli intellettuali amici di Adriano Sofri che, per anni, hanno pesantemente criticato con ogni mezzo possibile, la sentenza di condanna definitiva del leader di Lotta Continua per l’ omicidio del commissario Calabresi pronunciata dopo otto o nove gradi di giudizio (non ricordo più); gli stessi che, se le parti si invertono, si schierano all’unisono per la “legalità” quando la magistratura (come accade di frequente) accoglie le loro tesi.

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Giudici e giustizia

magistratiL’Occidentale, 9 dicembre 2008

Giovanni Formicola avvocato penalista

Diciamoci la verità. Non è che i magistrati italiani facciano molto per evitare l’onore delle prime pagine di giornali, telegiornali, radiogiornali, siti internet e chiacchiere diffuse. Del resto, senza, come avrebbero potuto e come potrebbero costruire fulminee carriere politiche e professionali, a partire dal semplice e teatrale gesto di sfilarsi la toga?

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Il circolo vizioso del problema dei rapporti tra giustizia e politica

magistraturaPer Rassegna Stampa 

Giuliano Mignini

La recente vicenda del processo cosiddetto “Berlusconi – Mills” e di tutto lo strascico, di polemiche e di iniziative legislative che ne è seguito, ripropone il problema dei rapporti tra classe politica (prevalentemente, ma non esclusivamente, di “centro – destra”) e mondo giudiziario.

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La povertà dei poveri è “colpa” dei ricchi?

Agenzia Zenit giovedì, 5 marzo 2009 (ZENIT.org)

di Padre Piero Gheddo

ROMA _ La cause radicali della povertà non sono né la colonizzazione, né le multinazionali né l’egoismo dei Paesi ricchi. I ricchi del mondo hanno tante responsabilità e colpe, ma non quelle di essere stati la radice della povertà dei popoli poveri.

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Obiezione di scienza: medico, non esecutore di richieste

obiezioneAvvenire 3 aprile 2008

di Francesco D’Agostino

La vicenda, di per sé, ha un rilievo tutto sommato limitato: a quanto si è letto sui giornali, due ragazze pisane hanno cercato – una a notte fonda, l’altra sul far della sera – di farsi prescrivere il Norlevo (cioè la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, di cui ancora non si è assodato se sia un semplice anticoncezionale, o un vero e proprio farmaco che uccide la vita di un embrione già concepito).

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La scomparsa dei comunisti

Lenin_abbattuto Il Giornale 15 aprile 2008

Al mondo di oggi, e perfino alla sinistra di oggi, chi si richiama ancora al comunismo non ha più nulla da dire, non ha più alcun contributo utile da dare. Così come è fuori dal tempo e dalla storia un ambientalismo estremista che si distingue solo per il suo ostinato e pregiudiziale dir di no a qualsivoglia progresso.

di Michele Brambilla

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Quel vizio antico di ritenersi i migliori

politiche_2008 Avvenire – 17 aprile 2008

Sinistra è bello, democratico, giusto. Destra, è fascista e ignorante. Cattolico poi è, ovviamente, oscurantista – a meno che non sia cattolico “democratico” e progressista, meglio ancora se in conflitto con le gerarchie della Chiesa. E’ il leit motiv del pensiero unico “progressista”, che questa volta ha avuto un pessimo risveglio.

di Marina Corradi

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